sabato 26 ottobre 2013

Ring Circus

 Autori: Cyril Pedrosa, Chauvel
Traduzione: A. Vecchietti Masacci, G. Cuva
Casa Editrice: Comma 22
Formato: Brossurato, 19x24 cm, 192 pagine a colori
Prezzo: 19 €

Il circo è uno spettacolo dal vivo costellato da  varie esibizioni di abilità fisica, svolto generalmente in una pista circolare,ove sotto il tendone hanno luogo gli spettacoli. Acrobazia ed equilibrismo, giocoleria, comicità, addestramento di animali e arte equestre, esibizioni rischiose. Il Ring Circus è un circo itinerante perciò è  composto da carovane molto numerose, suddivise in carri per il trasporto del materiale, delle bestie e le roulotte dove alloggiano gli artisti e i componenti dello staff.

Nell’immaginario comune il circo è sinonimo di libertà e per questo ammalia lo spettatore, ma sulle pagine di Ring Circus  si racconta ben oltre di questo affascinante intrattenimento,bensì di segreti incoffessabili e condotte oscure. 
 Due giovani, Jerold e Anthonin decidono di unirsi al circo quando sentono che la propria città calza loro troppo stretta. Per il circo non è un buon periodo e l’unico modo per salvarlo è un lungo viaggio fino alla Ruskovia, dove lo zar in persona ha richiesto i servizi del circo. Inizia così un viaggio lungo e sempre più rischioso,man mano che ci si avvicina alla meta,ma ciò non impedisce a Jerold e alla bella cavallerizza Blanche di innamorarsi   
e ad Anthonin di annotare su un diario di bordo l’incredibile traversata e di descrivere i bizzarri compagni di viaggio. 
 Ring Circus mi è stato regalato da Fabrizio e di ciò lo ringrazio davvero tanto perché questo Comma 22 merita veramente tanto. La copertina con tutta quella prevalenza di nero non aveva attirato il mio sguardo,fortuna che Fabrizio si è dimostrato più attento. 

Chauvel a mio avviso ha voluto raccontarci di un viaggio e delle difficoltà che i protagonisti devono affrontare e dei cambiamenti dell’animo con i quali devono presto o tardi fare i conti. Ma onestamente, quello che mi colpisce di più sono i colori e i disegni di Pedrosa,accidenti quanto sono belli! Lodevole la recitazione dei personaggi, l’inchiostrazione e la colorazione manuale che nell’ultimo tomo viene sostituita da quella digitale,bella pure. 
Se un giorno mai mi avvicinassi a cotanta bravura,potrei dirmi appagata di aver raggiunto un traguardo così importante. Chauvel sa narrare bene,dico sul serio, ma Pedrosa è un grande.